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News Tosco Intermedia

07/06/2005 - Milano
"Case, negozi, arte: diamo a Milano l'altro centro
Risanamento Spa

"Santa Giulia è diventata una realtà". Una realtà fatta di 120 ettari progettati da Norman Foster, di parchi, di un’avenue di lusso, 24 mila parcheggi, un centro congressi, appartamenti cablati e informatizzati. Il tutto nobilitato da una scultura di Arnaldo Pomodoro e quattro murales di Sol Lewitt.
Sta per nascere una periferia di lusso?
"Non sarà né una periferia né un polo del lusso. Anzi, il nuovo centro. Quello di cui Milano aveva bisogno."
Perché?
“Perché siamo a quattro chilometri dal Duomo, a nove minuti di metrò, perché qui arriva il treno, la linea tre e la tangenziale, perché sorgerà una via commerciale che farà impallidire via Montenapoleone”.
E questo dovrebbe convincere i milanesi a rinunciare alla zona 1?
"Quelli che abitano lì vicino no. Ma tutti gli altri sì. Qui si continua a fare il solito errore".
Quale?
“Ci si ostina a pensare alla Milano da un milione e duecento mila abitanti. Invece qui bisogna ragionare sulla grande metropoli, quella dei sei milioni di residenti. Il centro di Milano è grande come quello di Parma: per questo ne serviva uno completamente nuovo”.
E destinato a pochi.
“Tutt’altro. In Italia non c’è mai stata tanta edilizia convenzionata come a Santa Giulia. Alle giovani coppie, agli studenti universitari, ai lavoratori precari sono stati dedicati oltre 52 mila metri quadrati di “residenze temporanee d’affitto” affacciate sul verde. Una parte dell’edilizia sarà ceduta ad un consorzio di 22 cooperative”.
Bicocca, Bovisa, Milano 2 non sono diventati nuovi centri.
“Ai tempi sono stati progetti innovativi. Il nostro è un nuovo centro perché, grazie alle dimensioni, risaranno case e negozi, alberghi e uffici, strade e parchi. Una città nella città, insomma. Autonoma, ma perfettamente integrata con il tessuto urbano. Sarà una boccata d’ossigeno per Milano.”
Perché?
“Anzitutto perché abbiamo finalmente realizzato un centro congressi. Milano è l’unica vera città internazionale d’Italia, vanta il dinamismo e la ricchezza di New York, ma non ha mai ospitato un congresso internazionale perché non ha lo spazio. E’ assurdo. Ebbene, ci abbiamo pensato noi.”
Perché ha affidato il progetto a Norman Foster?
“E’ un architetto abituato a lavorare su grandi progetti. E’ venuto qua per far funzionare il motore,e poi la carrozzeria. Sotto la sua regia saranno realizzate anche idee di altri professionisti”.
La città ridisegnata dai grandi architetti. Non si rischia così di perdere lo “stile Milano”?.
“No. Anzi, ecco un esempio: per muoversi da una parte all’altra di Santa Giulia ci sarà un tram. Più milanese di così”.
Ma i palazzi?
“Foster conosce Milano. Con lui abbiamo creato un quartiere non troppo diverso da quelli della città ma aggiornandolo, rendendolo più moderno. Con la domotica stiamo anticipando lo stile di vita dei prossimi anni, quando tutti con un telefonino potranno controllare quello che succede a casa. Qui è già possibile”.
Gli abitanti del quartiere non si sentiranno meno milanesi?
“No, vivranno nel cuore pulsante della città. Non sarà un quartiere finto, dove dormire e passeggiare. Qui ci sarà anche una forte vita culturale,e le opere di Arnaldo Pomodoro e Sol Lewitt lo dimostrano”.
Non ha mai pensato di rischiare troppo?
“No. Un imprenditore per essere tale deve saper rischiare. Ho investito ad oggi 750 ml di euro in questo progetto e non me ne sono mai pentito. Anzi, ho fatto pubblicità al paese”.
In che senso?
“Sono convinto che gli italiani siano i migliori imprenditori del mondo. Un’operazione come la nostra fa conoscere la città e crescere il Paese, gli da’ credibilità. Come è successo in Spagna. E’ vero che negli ultimi anni l’Italia ha perso più di un treno, ma sono i grandi progetti che muovono l’economia”.
Per questo stasera festeggerà in grande?
“Si vogliamo far conoscere i nostri sforzi e regalare a Milano un evento”.
Anche sull’area Falck sorgerà una nuova Santa Giulia?
“Il nord di Milano è molto diverso rispetto a Rogoredo ma anche su quell’area abbiamo un progetto ambizioso”.
Quale?
“E’ ancora presto per dirlo”.



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